Capalbio

Collocato nel cuore della Maremma, immerso fra territori di assoluta meraviglia e splendore, Capalbio si costituisce come una delle mete turistiche maggiormente apprezzate del sud della Toscana, ponendosi come il centro che meglio rappresenta e simboleggia lo spirito antico della Maremma, con quell’accoglienza e semplicità tipici di questa incantevole e stupenda terra; la cittadina di Capalbio si presenta come l’ultimo abitato della Maremma, ovvero quello posto più a sud, tra panorami e viste assolutamente magici e particolari, tra campagne coltivate, dolci colline e vallate certamente suggestive e splendide.

Il paese di Capalbio si colloca nella provincia di Grosseto, a breve distanza dai meravigliosi luoghi del Promontorio del Monte Argentario, la cittadina si presenta come una delle località più belle e frequentate della bassa Toscana, per la sua bellezza e per l’assoluto splendore delle sue costruzione storiche si è infatti guadagnata l’ambito riconoscimento delle 5 vele di Legambiente, motivo di grande vanto ed onore per l’intero territorio maremmano; per la particolare conformazione della cittadina, per la presenza di edifici e palazzi antichissimi e per la grande e profonda bellezza del borgo, Capalbio è inoltre celebre con il nome di “Piccola Atene”, il che fornisce un ulteriore motivo per visitare questi meraviglioso centro secolare ed apprezzarne le meraviglie naturalistiche ed architettoniche.

Da non perdere:

La Chiesa di San Nicola, la cui costruzione risale al 1200, l’interno si presenta ad una sola navata con alcune splendide cappella riccamente dipinte ed affrescate con affascinanti ed interessanti motivi religiosi.

Il Palazzo Collacchioni, un’affascinante costruzione rinascimentale innalzata in prossimità delle imponenti mura di cinta.

L’Oratorio della Provvidenza, costruito fuori dalle mura di difesa intorno al XVI secolo.

La Rocca, una grandiosa costruzione medievale che segue la forma di una “L” e che si affianca ad uno splendido bastione nato a scopo difensivo.

La meravigliosa Porta Senese, sormontata da un’interessante stele che riporta un’iscrizione celebrativa della famiglia De’Medici.

Le mura di difesa, caratteristiche per la loro forma merlata e lo splendido Arco Santo.
Il “Giardino dei Tarocchi”, splendida opera d’arte realizzata dall’artista anglo-francesce Niki de Saint Phalle, con l’aiuto del marito e di un grande numero di artigiani locali, si tratta di un immenso giardino popolato da imponenti statue che raffigurano i ventidue arcani dei tarocchi, queste statue, realizzate con i più diversi materiali, si caratterizzano oltre che per la loro eccentricità anche per le loro dimensioni che, in alcuni casi, le rendono abitabili; ci si potrà quindi trovare di fronte alla Sacerdotessa, alla Sfinge, al Papa, al Principe, al Sole ed a moltissime altre carte, il giardino è visitabile quasi in ogni mese dell’anno e non esiste un percorso predefinito, seguendo infatti il volere della sua creatrice, i visitatori potranno liberamente decidere da quale parte dare inizio al proprio percorso, nella più assoluta autonomia e libertà.

Storia:

Sappiamo che il territorio fu abitato già in epoca etrusca e romana, come possono testimoniare i numerosi ritrovamenti che sono stati effettuati nei siti archeologici delle campagne cittadine, successivamente, nel corso dell’Alto Medioevo, il borgo di Capalbio fu un importante possedimento dell’Abbazia delle Tre Fontane, nei primi anni del IX secolo, successivamente l’abitato appartenne alla famiglia degli Aldobrandeschi, dei Conti Orsini e del potente comune di Orvieto, nei corso dei secoli poi il dominio sulla meravigliosa cittadina toscana venne esercitato dalla città di Siena, fino a che, nella seconda metà del XVI secolo, sono gli spagnoli ad ottenere il controllo sulla città; con lo Stato dei Presidi Spagnolo la cittadina di Capalbio visse un periodo di relativa floridezza, alla caduta di questo importante potere però, il borgo maremmano venne inglobato tra i possedimenti del Granducato di Toscana, sotto il quale rimase fino alla sua annessione al nuovo Regno d’Italia.

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